Attacco russo in Ucraina: quattro lezioni da imparare

Attacco russo in ucraina soldati

L’attacco russo in Ucraina continua quasi del tutto indisturbato. Mentre scriviamo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attende l’attacco della capitale Kiev.
I mercati finanziari globali sono scossi, la tensione è alle stelle, una sola parola sbagliata potrebbe trascinare il conflitto verso un’escalation drammatica. Chi è riuscito a fuggire, chi vorrebbe ma non riesce a trovare una via di fuga sicura, chi rimane per proteggere il suo paese.

Dopo il panico scatenato dalla pandemia globale, un nuovo terrore fa tremare l’Europa. Il conflitto russo-ucraino non è certamente l’unico in corso nel mondo, ma forse per la prima volta anche noi vediamo al TG persone come noi, con le nostre stesse auto, con le città simili alle nostre: il livello di immedesimazione è elevato. Ogni giorno riceviamo messaggi ed email da utenti preoccupati.

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Mentre (fortunatamente) osserviamo la situazione dai nostri schermi, c’è qualcosa che possiamo imparare? Secondo noi sì e te lo spieghiamo in questo articolo.

1. L’umanità non riesce a predire il futuro

Per un lungo periodo di tempo abbiamo avuto avvisaglie più o meno chiare, dimostrazioni di forza più o meno evidenti, ma forse in pochi ci saremmo aspettati un effettivo attacco dopo due anni così difficili. E quando abbiamo capito che il conflitto era effettivamente vicino, in molti abbiamo pensato che si sarebbe concentrato in Crimea e nel Donbass.
Questa situazione ci fa riflettere sul cosiddetto “evento del cigno nero” (Black Swan event), ovvero un evento che, secondo l’omonima teoria, non è prevedibile a priori se non col senno di poi. L’autore del saggio “Il Cigno Nero: come l’improbabile governa la nostra vita”, Nassim Nicholas Taleb, ha molto da dire sul tema della gestione del rischio e del terribile tentativo dell’umanità di prevedere il futuro. Se ci pensiamo, anche ora, basterebbe una parola sbagliata per portare ad un’escalation rapida verso un conflitto a più larga scala.

Mentre leggo uno stupido giornale, in città è scoppiata la guerra mondiale.

La Rappresentante di Lista, Sanremo 2022

Non cerchiamo di prevedere il futuro. Prepariamoci innanzitutto per le minacce conosciute e più probabili per il luogo in cui viviamo. In questo modo, saremo già preparati per pericoli già noti e allo stesso tempo saremo più propensi ad affrontare quelle minacce che inevitabilmente non riusciremo a prevedere.

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2. Non tenere tutto il tuo denaro in banca

Prepararsi per possibili e/o imprevedibili pericoli, come l’attacco russo in Ucraina, vuol dire essere in grado di organizzare prima del tempo le proprie finanze.
Come accade in disastri su larga scala di tutti i tipi, a seguito dell’attacco russo in Ucraina i cittadini hanno cercato di prelevare denaro dagli sportelli automatici, solo per scoprire che le macchine erano già state svuotate. Ricordiamo che, nel mondo di oggi, il denaro è un importante strumento di risoluzione dei problemi. Se tutto il tuo denaro è in banca, sarai molto più vulnerabile a qualsiasi crisi ed emergenza ad ampia portata.

La soluzione? Tenere dei contanti a portata di mano.
Quanto? Non esiste una cifra unica adatta a tutti perché l’ammontare dipende da quanto denaro si possiede effettivamente.

Se hai pochi risparmi allora il consiglio è quello di sacrificare lussi e tutto ciò di cui non hai bisogno per vivere, fino a quando non accumuli almeno tre mesi di spese. Questo è solo un inizio.

Se la gestione delle finanze non è il tuo forte, guarda i nostri video dedicati al Kakebo

Se sembra un obiettivo troppo grande, allora inizia dal piccolo. Inizia a risparmiare una piccola cifra alla settimana, poi inizia ad aumentarla fino ad avere un piccolo tesoretto che ti permetterà di sopravvivere a imprevisti o problemi economici minori. Persevera e alla fine risparmierai abbastanza per pagare le bollette per mesi, poi anni, e magari tutta vita. La chiave è vivere al di sotto delle tue possibilità invece che al di sopra di esse.

Ti consiglio di leggere anche: Sopravvivenza economica: gestire le proprie finanze.

3. Fare scorte alimentari

In crisi come quella che si sta verificando in seguito all’attacco russo in Ucraina, gli scaffali dei negozi di alimentari sono stati svuotati e le scorte di cibo razionate.
Riesci a immaginare di essere genitori di un bambino in Ucraina in questo momento? Forse non saresti in grado di accedere ai tuoi risparmi o forse non potresti trovare latte artificiale o pannolini a qualsiasi prezzo. Cosa faresti? Sicuramente cercheresti di fare tutto il necessario per sfamare il tuo bambino.

Con un po’ di pianificazione e preparazione, il peggio è evitabile, per adesso. Non pensare che non possa accadere a noi solo perché non è ancora successo. Succede da sempre e prima o poi, potrebbe anche essere il nostro turno. L’attacco russo in Ucraina ne è proprio un esempio.

La morte è quella cosa che agli altri può succedere, ma resta sempre la speranza che a noi non accadrà.

Primavera (Jovanotti)

Se vuoi avere maggiori informazioni su perché e come preparare delle scorte di sopravvivenza leggi il nostro articolo: Scorte di cibo: perché dovresti farle (prima), Scorte per tutte le tasche o il nostro ebook Guida pratica alle scorte alimentari

4. Avere un piano di fuga

Molti civili dopo il primo attacco hanno iniziato a fuggire da Kiev senza una destinazione precisa in mente. Chi aveva parenti all’estero ha caricato tutto in macchina sperando di non incontrare difficoltà lungo la strada. Chi è partito dopo ha dovuto allungare il proprio tragitto cercando tutte le strade secondarie. Qualcuno, come purtroppo abbiamo visto, non è stato fortunato durante la sua fuga.

L’imprevedibilità dell’attacco russo in Ucraina ha messo in difficoltà tutti i cittadini. Le autostrade sembrano parcheggi. La gente fugge verso la Polonia, la Romania… ovunque riesca ad arrivare. I paesi vicini si sono comunque organizzati per attivare corridoi umanitari al fine di evacuare i civili ucraini. (e se ci pensiamo non è così scontato durante un conflitto bellico!)

L’attacco russo in Ucraina ha, infatti, messo in luce l’importanza dell’avere un piano di fuga. Affinché un bug-out sia efficace, dobbiamo avere in mente una destinazione e un modo per arrivarci, che si tratti di guidare, volare, navigare, cavalcare o camminare. Dobbiamo anche impostare criteri specifici per attivare il nostro piano di bug-out prima ancora che tutti abbiano la stessa idea. Altrimenti, il rischio è rimanere intrappolato nel traffico.

Bugging out: quando applicare il tuo piano di evacuazione

Le bug-out location internazionali sono più costose e più complesse, a meno che non abbiamo parenti all’estero. In caso di emergenza, possiamo presentarci alla frontiera e chiedere asilo, ma potremmo essere costretti ad aspettare o essere respinti. Come minimo dovremmo avere un bagaglio a mano, denaro per acquistare i biglietti e un visto, se richiesto dal nostro paese di destinazione.

Alcuni consigli utili

Ricordiamoci che se vogliamo circolare all’interno dell’Unione Europea non avremo problemi riguardo alla quantità di denaro da portare. Per voli al di fuori dell’Unione Europea, la valuta e gli strumenti monetari superiori a 10.000 € devono essere dichiarati su un modulo. Quello che non dicono è che potrebbero anche essere soggetti a confisca se l’agente sospetta che siano stati guadagnati con mezzi illeciti. Le carte di credito prepagate, la valuta virtuale, orologi e gioielli indossati non acquistati all’estero non contano come valuta o strumenti monetari. Importi inferiori potrebbero comunque essere soggetti a confisca se le autorità sospettano che siano “denaro sporco”, quindi evitiamo di eccedere con l’importo. Meno di 2.000 € a persona certamente non dovrebbero sollevare dubbi.

Per maggiori informazioni puoi consultare: Denaro contante in viaggio (euroconsumatori.org)

Cosa abbiamo imparato dall’attacco russo in Ucraina

Non essere ossessionato dal predire il futuro, tieni i contanti a portata di mano, organizza una scorta di sopravvivenza, prepara un possibile piano di fuga dal tuo paese. Può sembrare del semplice buon senso, eppure l’attacco russo in Ucraina ci ha insegnato che nulla è impossibile e che può accadere anche a noi.

Foto di asim alnamat da Pexels

3 commenti
  1. Infatti è dal 2019 che la Cina ha iniziato a fare una mega scorta di cibo intensificandola nel 2021 tanto che ha comperato quasi tutto il cibo del Brasile lasciando solo i resti al popolo brasiliano. Carne, riso, farina, mais, soia, legumi e tant’altro per non parlare di quello che ha importato dalla Russia e delle fattorie e proprietà che ha acquistato in Africa e Sudamerica e pochi hanno chiesto il perché di tutta quella fretta. Infatti pure io ho seguito l’onda e nel mio piccolo ho fatto la mia piccola scorta che mi ha aiutato molto durante la pandemia e spero di farcela anche adesso.

  2. io ho cittadinanza canadese in aggiunta a quella italiana. Non so quanto sarebbe fattibile una fuga oltreoceano nel caso di SHTF. (poi non escluderei che anche la non ci sarebbe SHTF)…
    Voi cosa consigliereste?

    1. Ciao Marco,
      beh sicuramente hai un vantaggio rispetto a tanti altri. Se in Canada sei attrezzato, nel momento in cui una concreta minaccia dovesse incombere, fossi in te mi prenderei una “vacanza per andare a trovare i parenti”. È chiaro che non è una strategia percorribile se ti trovi già nel mezzo di una situazione critica ma se riesci ad anticipare i tempi, spostarsi prima sarebbe una strategia assolutamente vincente.

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