Baofeng: è legale utilizzarla?

Hey Prepper, rieccoci qui a parlare di radio. In particolare, oggi parleremo di radio da non comprare. Sì lo so, sicuramente starai alzando gli occhi al cielo pensando: “ma che rompiballe il Luca che mi dice di non comprare questi aggeggi cinesi tanto carini”.

Certo che si caro mio, mi permetto di fare il papà cattivo proprio perché voglio risparmiarti un acquisto inutile e, per di più, fuorilegge in tutta Europa.

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Se puoi comprare una radio non significa che puoi usarla.

Oggigiorno se inserisci la parola chiave “ricetrasmittente” su Ebay, Amazon e affini, il primo risultato sarà al 99% una radio a marchio Baofeng. Questi simpatici ricetrasmettitori bibanda (VHF-UHF) da qualche anno spopolano sui portali di e-commerce per il loro basso costo rispetto ai cugini di marche più blasonate e ne sono stati venduti a migliaia.

Se parliamo di sopravvivenza uno degli argomenti che ci viene subito in mente è proprio “ricetrasmittenti”, altrimenti cosa ci starei a fare su questo portale? Tuttavia, come abbiamo visto nei precedenti articoli (li hai letti? Come no? Vai immediatamente a recuperarli!) una ricetrasmittente che legalmente non può essere utilizzata se non in possesso di autorizzazioni ha la stessa utilità di un cucchiaio bucato. E questo è proprio il caso dei simpatici Baofeng.

Se ti sei perso gli articoli precedenti:

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La Direttiva RED

Tutte le radio Baofeng commercializzate da un territorio extra UE non potrebbero essere vendute in Europa non essendo certificate RED (EU directive 2014/53/EU). Sostanzialmente si tratta di tutte le ricetrasmittenti che provengono dai noti siti di e-commerce.

Ti spiego di cosa stiamo parlando in 2 parole: ogni dispositivo che emette radiofrequenza( in pratica ogni tipo di ricetrasmittente) commercializzato all’interno dell’Unione Europea deve sottostare a questa normativa, la Radio Equipment Directive.

Sostanzialmente, la direttiva RED detta i limiti entro i quali un apparecchio in grado di emettere radiofrequenza deve rimanere per la salute dell’essere umano e per il rispetto dello spettro radio.

In Italia sono pochi i rivenditori che hanno a catalogo ricetrasmittenti Baofeng ma l’unico utilizzo fattibile su suolo italiano è sulle frequenze radioamatoriali. Infatti se dovessi acquistarne una da un rivenditore nostrano ti arriverà programmata di modo da funzionare solo sulle frequenze dedicate ai radioamatori.

Esiste un modello utilizzabile sulle frequenze civili dedicate alle imprese ma anche in questo caso l’utilizzo non è libero e necessita di documenti specifici.

In “soldoni”, non sono apparecchi idonei all’uso se non su frequenze radioamatoriali dove esiste un piccolo “spazio di manovra”, creato ad hoc per dare la possibilità ai radioamatori di autocostruire e modificare le apparecchiature.

Per farti capire l’entità della cosa ti basti sapere che la nostra vicina di casa, ovvero la Svizzera, ha totalmente bandito la vendita e l’utilizzo di queste apparecchiature perché non rispondenti ai suoi standard in termini di radiofrequenza.

Chi può usare una Baofeng?

L’unico utilizzo lecito che si può fare di queste radio – di qualsiasi modello non acquistato da un eventuale regolare rivenditore italiano con partita IVA (non quello che le vende sul marketplace di Facebook spacciandole per radio di libero uso) – è solo su frequenze radioamatoriali e solo se in possesso di tutti i crismi: patente, nominativo e autorizzazione generale.

Qualsiasi altro utilizzo di una Baofeng al di fuori di quanto detto sin ora non è legale. Questo perché ogni altro utilizzo necessiterebbe appunto di specifica autorizzazione generale rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico che le rilascia solo in determinate situazioni.

Vorrei sfatare il mito secondo il quale con una radio del genere si è in grado di mettersi in comunicazione con eventuali canali di soccorso.

Baofeng ed emergenza

Sui Baofeng ne sono state dette per tutte le salse: spesso ho letto e sentito arrampicate sugli specchi degne di nota per giustificare il porto e l’uso di queste ricetrasmittenti che, al confronto, il Grande Fratello risulta essere un programma culturale.

Con questo articolo vorrei sfatare il mito secondo il quale con una radio del genere si è in grado di mettersi in comunicazione con eventuali canali di soccorso: purtroppo in Italia non esistono frequenze radio fruibili dai “comuni mortali” per richiedere soccorso, nè esistono modalità di emergenza al di fuori di quelle canoniche.

Ammettendo che tu riesca ad entrare in possesso delle frequenze utilizzate da forze dell’ordine o dai vari enti di soccorso, non esiste possibilità che tu venga preso in considerazione dopo esserti servito dei canali radio utilizzati dalle forze dell’ordine per richiedere aiuto. Chi si prenderebbe la responsabilità di rispondere ad una chiamata fatta in maniera sfacciatamente illegale?

Addirittura, ho letto una dettagliata guida dove veniva spiegato come programmare ed utilizzare un Baofeng per l’utilizzo dei cosiddetti ponti radioamatoriali in caso di emergenza spiegando come fosse necessario dare nomi, cognomi e altri dati sensibili che mai andrebbero trasmessi via radio.

Anche qui il discorso non sta in piedi: intanto un ponte radioamatoriale non è un’infrastruttura pubblica quindi può essere in funzione come no. In più bisognerebbe avere la certezza che su quel ponte c’è qualcuno che ascolta e che ci risponde (e non è affatto scontato).

Te lo dirò onestamente, dovessi ricevere una fantomatica chiamata di “emergenza” mentre sto parlando su un ponte radio ci penserei due volte prima di fare qualsiasi cosa e interpellare le forze dell’ordine, chi mi dice che non è uno scherzo?

Come radioamatore non sono tenuto a rispondere in nessun caso e se si trattasse di un “simpatico” scherzo di qualche buontempone sarei io a rimetterci, magari beccandomi pure una denuncia per procurato allarme.

In buona sostanza un Baofeng non è un sostituto dei canali ufficiali per richieste di soccorso.

In emergenza vale tutto?

Penso che buona parte dei ragionamenti fatti da chi decide di mettersi in tasca una radio come questa sia legato al pensiero “in emergenza vale tutto”.

Effettivamente l’art54 del codice penale dispone che: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.”

Parafrasando quindi l’art. 54 e associandolo al discorso radio tanti probabilmente penseranno, io me la porto dietro, tanto se la uso in caso di emergenza ho le spalle coperte. Qui, come si suole dire, casca l’asino.

Ricordo che, anche se ipotizziamo un uso legittimato in emergenza, per tutto il resto del tempo che esula questa situazione, il porto di una ricetrasmittente come un Baofeng non è legalmente possibile.

Concentrati un attimo sulla parte finale, “sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Cosa vuol dire questa frase? Vuol dire che difficilmente un eventuale soccorritore troverà “proporzionato al pericolo” il fatto che tu possa utilizzare una ricetrasmittente per ricevere soccorsi, magari dopo aver scovato le loro frequenze in maniera illecita su internet. Quindi, in emergenza vale tutto ma fino ad un certo punto. Rambo era il protagonista di un film, non è la realtà.

Diciamocela tutta, fa figo portarsi alla cintura la radio con il display e il tastierino, fa tanto “uomo tutto d’un pezzo”, ma a chi regolamenta lo spettro radio poco importa che faccia figo. A parer mio fa più figo avere una ricetrasmittente ed essere in grado di usarla correttamente e legalmente piuttosto che averne una illegale e potenzialmente inutile.

Spoiler Alert: il Baofeng non è una radio PMR.

Baofeng e PMR 446

Ho già accennato a questo argomento sull’articolo Radio PMR446: inizia da qui ma rinfreschiamoci la memoria: sento spesso di persone che decidono di acquistare i Baofeng per utilizzarli sulle frequenze dei PMR446 nella convinzione che possano trasmettere più lontano o per risparmiare qualche euro.

Spoiler Alert: un Baofeng non è una radio PMR. Il Baofeng non ha potenza massima a 0,5 watt, non ha antenna fissa e non è stato progettato ne certificato per essere un PMR. Anche se gli incolli l’antenna, anche se lo fai trasmettere via software a 0,5 watt, anche se ci scrivi sopra PMR col pennarello, anche se te lo hanno venduto come PMR di fatto non lo è.

Ciò che fa fede – per ogni dispositivo radiotrasmettitore – è la marcatura CE sul retro e la dichiarazione di rispetto della direttiva RED riportata sul manuale di istruzioni che viene venduto assieme alle radio, redatta dal produttore.

In poche parole, ti complichi la vita per niente quando con pochi euro in più puoi procurarti un PMR perfettamente legale e pronto all’uso senza doversi inventare nulla.

Nel caso te lo stessi chiedendo, tecnicamente non possono essere utilizzati nemmeno per il solo radioascolto. Il fatto di averne uno in mano, anche se spento, equivale ad aver installato una stazione ricetrasmittente, quindi si ritorna alla necessità della suddetta autorizzazione generale.

Radio Baofeng: quindi che si fa?

Con questo articolo voglio solo portarti a conoscenza di quella che è la realtà sul mondo dei ricetrasmettitori di origine cinese. Voglio farti capire che, come già detto, ben venga una ricetrasmittente in ambito prepping, emergenza e affini ma il rispetto delle regole deve sempre venire prima di ogni altra cosa, almeno finché le leggi esistono e non ci troviamo in TEOTWAWKI.

Diciamo allora largo a CB, PMR e perché no, anche ad una eventuale patente da radioamatore che ovviamente non ti abilita a fare quel che vuoi (anche i radioamatori devono rispettare molte regole), ma garantisce un po’ più di libertà d’azione.

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Ben venga una rete radio organizzata da te, con CB o PMR, dove sei tu a gestire la situazione. Questo ti garantisce il vantaggio di essere totalmente indipendente dalle infrastrutture esterne, contrariamente a quanto accade per i telefoni cellulari.

Spero di averti fatto conoscere qualche nozione i più. Se hai dubbi, ti ricordo che ho aperto un topic dedicato alle radio sul forum del Portale Sopravvivenza, per qualsiasi domanda è a disposizione.

Anche per questo articolo è tutto.
Passo e chiudo.


Leggi anche:
Radio e prepping: come scegliere un dispositivo
Radio CB: come funziona e cosa scegliere
Radio PMR446: inizia da qui

3 commenti
  1. Vi sarebbe anche da aggiungere che pochissimi apparati radio garantiscono il funzionamento anche in condizioni meteo avverse. Condizioni che non di rado si possono incontrare in montagna. Solo gli apparati radio appositamente destinati al settore civile (professionale) hanno caratteristiche di robustezza elettro-meccanica tali da essere considerati quasi indistruttibili. Chiaramente queste qualità si pagano. Hytera, fornitrice anche di apparati digitali per servizi di soccorso pubblico, produce una serie di apparati PMR446 abilitati alla trasmissione in FM e digitale DMR con tali caratteristiche di robustezza. Il PD505LF attualmente ha una quotazione tra i 150 e 200 €.

  2. allora prima di tutto ringrazio coloro i quali hanno scritto l’articolo per il tempo e la dedizione con la quale lo hanno redatto, ma secondo me vale la pena analizzare alcune vicende a titolo puramente personale.
    1) nel punto in cui “dovessi ricevere una fantomatica chiamata di “emergenza” mentre sto parlando su un ponte radio ci penserei due volte prima di fare qualsiasi cosa e interpellare le forze dell’ordine, chi mi dice che non è uno scherzo? . . .” è assolutamente vero che come radio amatori non si è tenuti a rispondere ma credo sia un dovere etico, e civico. Personalmente ritengo sia necessario comunicare l’accaduto alle forze di P.S in quanto saranno loro a provvedere a tutte le dovute verifiche e di certo raccontando l’episodio per come è successo credo che anche se si tratti di uno scherzo, nessuno potrà mai accusare di procurato allarme una persona che gira alle autorità preposte un “S.O.S” piuttosto in caso in cui fosse uno “scherzo” il procurato allarme verrà imputato a colui che lancia il finto allarme. Esempio giurisprudenziale: sento il mio vicino di palazzo gridare aiuto, più volte, io non so cosa stia succedendo chiamo le autorità e avviso dell’accaduto, altrimenti in caso contrario (nel più semplice dei casi ) potrebbe essere un’omissione di soccorso, se si riuscisse a dimostrare di aver udito il grido di aiuto, ma non averci dato seguito (addirittura in casi più complessi si potrebbe verificare il caso di “concorso “) … tutto questo è ovviamente una mera analisi personale.

    2) il porto di un’apparecchio RX/TX fatta eccezione per alcuni rari, non è vietato da alcuna legge, se cosi fosse invece, vi prego di segnalare la legge e l’articolo, perchè davvero non ne sono a conoscenza.

    3) “Vuol dire che difficilmente un eventuale soccorritore troverà “proporzionato al pericolo..” non è compito del soccorritore trovarlo proporzionato, bensì nel caso delle competenti autorità, quindi prima agli organi di P.S ove verrebbe segnalato e poi a salire in tribunale. Ma se io fossi in pericolo di vita (quindi pericolo serio) oppure fossi con una gamba rotta bloccato, e avessi un rx/tx sicuramente la utilizzerei, perchè nessun giudice sicuramente mi condannerebbe per imputazioni di cui all’articolo 54, e credo e spero che anche mi denunciassero alla P.S questi ultimi darebbero il non luogo a procedere.

    1. Ciao, grazie a te. Per il punto uno è comunque un utilizzo improprio delle frequenze radioamatoriali quindi comunque sarei io che ho inoltrato una chiamata di emergenza fasulla alle forze dell’ordine, e ti dico in tutta onestà, se avessi ascoltato 5 minuti su qualsiasi ponte radio mi daresti ragione.
      Punto secondo, non esiste una legge, semplicemente esiste il codice delle comunicazioni elettroniche che prevede un’autorizzazione generale per l’utilizzo di ricetrasmittenti che siano in grado di trasmettere su frequenze radioamatoriali, per utilizzo si intende la ricetrasmettente montata e pronta all’uso anche se spenta, un rtx portatile è equiparato ad una stazione radio perfettamente funzionante quindi necessità di autorizzazione generale rilasciata dal ministero dello sviluppo economico.
      Punto tre, indubbiamente è come dici tu ma resta il fatto che utilizzare una radio in maniera impropria senza averne le nozioni secondo me non ti salva la vita in caso di pericolo, ti da solo una falsa sicurezza e ti espone al rischio di 600 euro di verbale come minimo

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