Come non bastasse la pandemia ancora in corso, questo 2021 pare voler dimostrare di essere all’altezza del 2020. Infatti, sullo scenario globale, oltre alla pandemia da Covid-19 – che ancora imperversa seppur in Italia la situazione sia in netto miglioramento – pare si stiano allineando diverse situazioni che potrebbero contribuire a generare la tempesta perfetta che travolgerà l’umanità.

Secondo il mio punto di vista, ciò che distingue un prepper da una persona “comune” sta proprio nel fatto di riuscire a vedere queste connessioni. Unendo i puntini tra eventi apparentemente separati e distanti è in grado di intuire i cambiamenti e prepararsi per tempo. Iperbole a parte, la questione è seria. Vediamola insieme.

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Il mercato dei cereali è in crisi.

La diffusa penuria di materie prime a livello globale è una situazione che si protrae da diversi mesi, tuttavia non aveva ancora toccato così fortemente il settore agroalimentare. Non è ancora il caso di parlare di crisi alimentare, tuttavia è bene riservare particolare attenzione a questo settore poiché – e credo sia superfluo ricordarlo – è di vitale importanza per tutti noi.

I prezzi di grano, mais, soia e in particolare di grano duro sono schizzati alle stelle a causa di due elementi: psicologico e ambientale.

La sfiducia e l’incertezza nel futuro a breve termine ha portato diverse aziende ad acquistare più materie prime per assicurarsi una produzione stabile nel prossimo futuro. Questo elemento apparso durante il periodo “post prima ondata” non si è alleggerito, anzi. La corsa all’approvvigionamento si sta consolidando, un po’ per necessità, un po’ per speculazione e un po’ per il clima di incertezza generalizzata.

Il secondo elemento, quello ambientale, ha inciso pesantemente sulla qualità e sulla quantità di cereali prodotti nel 2021. Il Canada – che insieme all’Italia è principale produttore di grano duro a livello globale – ha registrato un calo di produzione del 30% a causa delle temperature record registrate in primavera. Percentuale che arriva al 66% se consideriamo i grani teneri negli Stati Uniti.

Quali effetti produrrà sulla nostra economia?

Questo calo di produzione si è sentito anche in Italia che non è rimasta immune alle fluttuazioni e le speculazioni. Nel nostro Bel Paese, i prezzi hanno raggiunto cifre record mai viste prima, arrivando a sfiorare i 500€ la tonnellata.

Ad oggi, le principali conseguenze riguardano prezzo e disponibilità. Per fare un esempio, il prezzo della pasta sta già registrando un aumento al dettaglio di circa 0,20€ al kg. Aumento che si sta verificando a macchia di leopardo sulla nostra penisola e che riguarda anche il prezzo del pane. Tendenza che, secondo le proiezioni, si intensificherà nel periodo pre-natalizio.

In relazione alla disponibilità, il discorso ha dei risvolti leggermente più complessi: i produttori stanno dando fondo alle scorte di magazzino per rispondere alla domanda di grano. Il sottinteso è che il calo di produzione sia solo momentaneo, scommettendo e sperando che la prossima annata sia più abbondante e florida di quella appena trascorsa. Ipotesi che non è prevedibile, tantomeno influenzabile.

Quindi rimarremo senza pane e pasta?

Per il momento no, ma le previsioni di settore non sono rosee per la prossima primavera, periodo nella quale già è programmata una riduzione della produzione di pasta da parte dei principali pastifici italiani.

Materie prime e semiconduttori

Continua la penuria di materie prime con conseguente aumento dei prezzi vertiginoso che – oltre ai cereali – riguarda anche legno, rame, acciaio, petrolio, gas e semiconduttori. Insomma, non è cambiato molto dal luglio 2021. Seppur si è risolta l’annosa questione della nave Evergreed – che ha bloccato lo stretto di Suez e rallentato se non bloccato l’approvvigionamento di risorse e beni tutto il vecchio continente – il clima di sfiducia, la crescente domanda e la limitata offerta di materie prime.

Sono diverse le industrie che stanno registrando rallentamenti nella produzione a causa della mancanza di materie prime e di semiconduttori. Crisi che durerà ancora per diverso tempo e che continuerà ad affliggere diversi settori come, ad esempio, quello dell’automotive.

Seppur da tempo le case automobilistiche stiano ripensando alla strategia di vendita dei loro prodotti, prediligendo una produzione “al momento”, i tempi di attesa potrebbero protrarsi ulteriormente, causando un calo delle vendite e, infine, ad un crisi sistemica del settore (tradotto: licenziamenti).

Caro energia: la stangata nella bolletta autunnale

Il costo dell’energia negli ultimi mesi è salito vertiginosamente. Vuoi a causa di una maggior domanda, vuoi a causa di tensioni geopolitiche, il risultato è che da ottobre 2021, probabilmente vedremo la bolletta dell’energia elettrica aumentare del 30%. In concreto, il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani afferma che tali aumenti potrebbero arrivare a 100 euro l’anno per la luce e fino a 400 euro per il gas.

Il condizionale è d’obbligo perché vista la portata di questo aumento, il Governo ha deciso di intervenire cercando soluzioni per calmierare i prezzi per famiglie e imprese. Ma a cosa è dovuto questo aumento spropositato e repentino?

Perché aumenta il costo dell’energia?

Come per tutti gli scenari, non esiste una sola causa scatenante ma diverse concause: l’aumento del prezzo delle materie prime, unito al calo delle forniture di gas russo sono tra gli elementi che più influenzano il caro energia. A questo, però, si aggiunge anche la crescita dei prezzi degli ETS (Emission Trading Scheme), ovvero i permessi di emissione di CO2.

Le aziende pagano per poter emettere CO2. Il costo di questi permessi sono lievitati – ed è per questo che il Ministro Cingolani afferma che “la transizione ecologica non è a costo zero” – fino a raggiungere i 50 euro per tonnellata di anidride carbonica emessa. Costo che viene riversato sui consumatori finali perché i margini di profitto sono inviolabili.

Purtroppo non esistono soluzioni immediate e nel breve termine: si parla di nucleare, fotovoltaico, eolico ma ciascuna soluzione necessita tempi più o meno lunghi per essere implementata. Il fabbisogno energetico è molto elevato, pertanto dobbiamo aspettarci che, stando ai mezzi e alle tecnologie di cui ad oggi disponiamo, il prezzo dell’energia continuerà a salire.

Caso Evergrande: la prima grande bolla cinese

Come Lehman Brothers nel 2008, il colosso cinese Evergrande potrebbe innescare una crisi di proporzioni sconosciute nel paese del dragone, contagiando non solo l’area asiatica ma anche tutto l’Occidente.

Evergrande Group è, per vendite, la seconda azienda di sviluppo immobiliare in Cina.

Wikipedia.it

Il fulcro della questione sono i 300 miliardi di debiti che Evergrande Group non riesce più ad onorare. Il titolo ha perso più dell’80% in borsa e tra qualche ora (23 settembre) dovrà coprire 84 milioni di dollari di interessi da rimborsare. Questo scenario sta trascinando tutta l’economia mondiale che, sempre più interconnessa, risente sistemicamente di questi eventi.

Per meglio inquadrare la questione: Evergrande ha poco più di 120 mila dipendenti che salgono a quasi 4 milioni se consideriamo l’indotto. Ha partecipate in molteplici settori ed è considerata una big corp nel panorama cinese. Un suo possibile default potrebbe innescare conseguenze e avere ripercussioni che ad oggi ignoriamo.

Considerando che il default di Lehman Brothers nel 2008 ha causato un decennio di crisi globale, quali conseguenze potrebbero esserci per il default di una delle punte di diamante cinese, nazione che nemmeno la pandemia è riuscita a piegare?

Patto Aukus: l’alleanza per contenere la Cina

Infine, per mettere la ciliegina sulla torta delle sciagure di questo 2021 gli Stati Uniti, l’Inghilterra e l’Australia hanno pensato bene di costruire un patto per il pattugliamento del Pacifico – con il benestare di India e Giappone – in ottica anti-cinese. Per farlo, USA e Inghilterra forniranno materiali e know-how per la produzione di 8 sottomarini nucleari all’Australia che, forte di questa nuova fornitura, avrà gli strumenti efficaci per contenere le mire espansionistiche cinesi.

Per quanto formalmente si affermi il contrario, è palese che tra USA e Cina sia in atto una nuova Guerra Fredda, iniziata già nel periodo Trumpiano. Nel fuoco incrociato di questa guerra tra le due superpotenze è rimasta coinvolta la Francia (e di rimando l’Unione Europea) che si è vista stracciare unilateralmente i contratti di fornitura di 12 sottomarini (non nucleari) per un costo complessivo di 56 miliardi di euro.

Questo modo di operare unilaterale degli USA – che si è visto anche durante il ritiro in Afghanistan – pare non tenere conto delle conseguenze degli altri player internazionali. Attori che, soprattutto nell’ultimo periodo, paiono essere inermi d’innanzi alle decisioni americane, accettandone le conseguenze manifestando timidamente qualche dissenso.

Consigli di un prepper

Come prepper è bene conoscere quali siano le dinamiche internazionali per prevedere i possibili sviluppi. Sicuramente, le prime criticità che richiamano la nostra attenzione sono quelle alimentari e di approvvigionamento. In particolare se non disponiamo di un budget stabile, cercare di aumentare il nostro “cuscinetto” è essenziale. Se non lo hai ancora fatto, è il momento di iniziare a progettare le tue scorte personali. Per il momento c’è ancora tempo anche se queste situazioni possono degenerare con molta velocità.

Il secondo aspetto da considerare è quello finanziario: se non vuoi ritrovarti “con una mano davanti e l’altra dietro”, è il caso che verifichi la tua esposizione finanziaria circa le ripercussioni da un possibile default di Evergrande. Se hai fondi pensione, di investimento, azioni e obbligazioni, cerca di capire se potresti essere coinvolto nel crack e cerca di correre ai ripari. Non sono un consulente finanziario, ma se tu ne hai uno, cerca di capirne di più.

Il terzo aspetto, che probabilmente avremo modo di approfondire in futuro, riguarda i cambiamenti climatici. Questa situazione sicuramente influenzerà, come minimo, i prossimi trent’anni. Pertanto, se vivi in città, in zone a rischio, prendi in seria considerazione di modificare o adattare il tuo stile di vita a vincoli e sacrifici che in futuro saremo obbligati a subire.

Infine, come sempre, cerca di tenerti informato. Guardare lontano ti permette di prepararti con sufficiente anticipo alle sventure che il futuro ci riserva. Fallo senza cedere alla paranoia, alle teorie del complotto o ad inutili allarmismi ma con razionalità ed equilibrio.

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