Qual è il (vero) significato di TEOTWAWKI?

Il termine TEOTWAWKI, a volte abbreviato in EOTWAWKI è un acronimo che fa parte della terminologia del prepper americano e sta ad indicare “The End Of The World As We Know It“. Tradotto: la fine del mondo per come lo conosciamo.

C’è una differenza rispetto a SHTF, altro termine prepper strabusato e impiegato per riferirsi ad eventi emergenziali di vario genere. In questo articolo cerchiamo di riportare il nostro punto di vista e, perché no, raccogliere il parere della community su alcune domande che ci siamo posti durante la sua scrittura.

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TEOTWAWKI o SHTF?

Nella cultura prepper, TEOTWAWKI ci prospetta davanti uno scenario così drastico da incidere radicalmente sul nostro modo di vivere. Se dovessimo pensare ad una “piramide della pericolosità“, sarebbe sicuramente l’apice.

Solitamente l’associazione è con un evento su scala globale che rivoluziona profondamente il modello sociale, politico e anche economico secondo il quale viviamo. Il ritorno alle condizioni di vita pre-era industriale rientra quindi fra gli scenari più assimilabili all’evento. Di conseguenza, potrebbe attivarsi con:

… anche se in questo caso non c’è limite alla fantasia!

Se da un po’ bazzichi su italianprepper.it, avrai già intuito che c’è una differenza con SHTF (Shit Hit The Fan), altro acronimo dei prepper d’oltreoceano che in italiano potrebbe suonare come “quando ci troviamo con la me**a fino al collo“. In SHTF il nostro pensiero è quello di:

prepararci per sopravvivere settimane, mesi e fino ad un anno, consapevoli però che prima o poi il mondo o lo Stato in cui viviamo si riprenderà e la civiltà tornerà ad essere come prima.

Prepararsi per TEOTWAWKI invece può essere sintetizzato in:

prepararsi alla fine della civiltà per come la conosciamo – a tempo indeterminato – sapendo che tutto cambierà.

Voglio essere molto chiara: non significa necessariamente apocalisse, fine del mondo, asteroidi, alieni e giudizio universale. Il TEOTWAWKI rappresenta un cambiamento radicale della società, una rivoluzione dei modelli di vita. Per fare un esempio concreto, che tutti possiamo comprendere bene e sentire nostro, quello che stiamo vivendo da fine 2019 con la pandemia, può essere considerato uno scenario che si avvicina molto al TEOTWAWKI.

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Prepararsi per TEOTWAWKI: alcune riflessioni

Quando si inizia un percorso nel prepping – forse ci sarai passat* anche tu – solitamente il primo step rappresenta la preparazione per un terremoto, un’alluvione, una sommossa o un blackout.

Man mano che si procede, ecco che gli scenari diventano sempre più gravi. A questo punto l’obiettivo diventa il prepping per SHTF: epidemie, uragani, gravi alluvioni, gravi disordini sociali, …

E dopo SHTF? Beh, si cerca di andare sempre un po’ oltre e ci si immagina di dover contare sempre meno sugli altri e sulla civiltà in generale immaginandosi di dover essere pronti davvero a tutto, e di dover rendersi, se necessario, (quasi) completamente autosufficienti.

Tra noi autori ci siamo interrogati spesso su questo tipo di scenario. Tra le tante casistiche analizzate sono emerse quattro domande che, a mio avviso, sono davvero centrali.

1. Quanto ha senso prepararsi per TEOTWAWKI?

È davvero possibile prepararsi per uno scenario così ricco di variabili da immaginare? Facciamo un esempio: potrei preparare la mia casa per un EMP ma se dovesse prendere fuoco qualcosa nelle mie vicinanze dopo un impulso non sarò in grado di spegnere l’incendio con le mie forze e perderò tutto.
Lo stesso accadrebbe nel caso mi fossi procurato scorte per anni ma, disgraziatamente, la mia casa non fosse nel posto giusto.

In caso di conflitto bellico potrei dover percorrere così tanti km a piedi, molti più di quanti me li ero immaginati per arrivare alla mia bug out location, tanto da non sapere più dove mi trovo, neanche con la mappa che mi ero preparat*.

2. Sono in grado di costruire una “bolla autosufficiente”?

Sicuramente, in caso di TEOTWAWKI, ogni informazione tecnico-scientifica, ogni manuale, ogni abilità di autosufficienza diverrebbe un bagaglio essenziale da proteggere e valorizzare. Ciò nonostante, non siamo macchine ed è quasi impossibile padroneggiare qualsiasi campo della scienza e della tecnica.

Sono davvero in grado di coprire tutti i bisogni e le necessità per me e la mia famiglia, con le sole mie forze e risorse? E se non lo fossi, sono in grado di costruire una comunità, composta dalle giuste persone e competenze per poter sopravvivere a cambiamenti ambientali radicali?

3. Saremmo in grado di resistere a livello psicologico?

Tralasciamo troppo questo aspetto quando parliamo di strategie di prepping ma, considerando i danni psicologici lasciati dal Covid-19 e i casi di depressione in fortissimo aumento, non possiamo immaginare che andrà meglio in caso di TEOTWAWKI.

Saremmo in grado di sopravvivere anni dentro ad un piccolo bunker se abbiamo superato con difficoltà tre mesi di lockdown nelle nostre case pur potendo uscire per recuperare beni di prima necessità?

Vorremmo continuare a vivere in un mondo così?

4. E se non fosse rapido?

È corretto pensare che TEOTWAWKI sia necessariamente un evento rapido? E le condizioni di vita pre-industriale sarebbero la norma? Il termine in effetti si lascia dietro interpretazioni diverse. La pandemia da COVID ha effettivamente cambiato il mondo per come lo conosciamo.

Gli eventi climatici che dovremmo affrontare di qui ai prossimi decenni cambieranno il nostro mondo in maniera ancora più violenta e inarrestabile. Tuttavia, lo faranno con calma, un evento per volta e su piccola scala, tanto da non farci pensare di essere già inTEOTWAWKI.

Rispondere sinceramente a queste domande ci aiuta a tracciare una strada per una maggiore consapevolezza dei rischi e dell’ambiente nel quale viviamo. Sta a noi decidere se accettare questi rischi o lavorare per ridurre gli impatti sulle nostre vite.

E poi, teniamo sempre a mente la cosa più importante: per quanto possiamo prepararci, dobbiamo sempre confidare nel sacro potere della botta di c**o. Così è stato e così sempre sarà e non c’è strategia che tenga.

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Cover photo by Adrien on Unsplash

2 commenti
  1. In caso di SHTF o di TEOTWAWKI devo stare attento a usare un linguaggio politicamente corretto? Siete ridicoli perché in questi scenari non credo che si potrà essere molto “corretti”.

    1. Ciao @Gianni.
      Non capisco il senso del tuo commento: a cosa ti riferisci sul “politicamente corretto”?
      Infine, ti chiedo solamente di mantenere un tono educato, seppur critico.
      Spiega pure cosa intendi e sarò felice di confrontarmi con le tue posizioni 🙂

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