Sopravvivere a una bomba atomica

In questi tempi di incertezza molti di voi giungono su italianprepper.it alla ricerca disperata di informazioni e rassicurazioni su come sopravvivere ad una bomba atomica. Ne avevamo già parlato in un articolo dal titolo eloquente “Dove nascondersi in caso di esplosione nucleare“, tuttavia, per fugare ogni dubbio, vi riportiamo un post pubblicato da Luca Romano, sulla sua pagina Facebook l’Avvocato dell’Atomo (che vi invitiamo a seguire) nella quale spiega come sopravvivere ad un’esplosione nucleare.

Luca è tra i più importanti divulgatori scientifici in Italia sul tema del nucleare: è laureato in Fisica Teorica a Torino con un master in Giornalismo Scientifico. Lo abbiamo contattato e gentilmente ci ha concesso di pubblicare l’articolo su Italian Prepper.

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Testata nucleare: come sopravvivere ad un’esplosione

Onestamente ho sempre pensato che un giorno avrei scritto questo articolo per divertimento; mai avrei potuto pensare che l’ipotesi di una guerra atomica fosse seriamente discussa da alcune delle maggiori potenze globali.

Nondimeno, mentre scrivo, Putin ha messo in allerta il sistema di deterrenza nucleare, la TV di Stato del Cremlino ha dichiarato ai cittadini che con 500 testate atomiche la Russia può distruggere gli USA e la NATO e gli USA a loro volta stanno valutando il passaggio a DEFCON 2 (un noto sito di OSINT riporta che già il livello sarebbe stato dichiarato). Dal momento che anche molti nostri lettori ci hanno scritto preoccupati chiedendo consigli, questo è quello che sappiamo sugli effetti delle esplosioni nucleari.

Premessa

Lo scenario di riferimento che descriverò in seguito è quello della detonazione di un ordigno a fissione moderno con una potenza esplosiva di alcune centinaia di kilotoni, della tipologia più comunemente montata sui missili balistici, che viene fatto detonare all’impatto. Esistono anche ordigni di potenza inferiore, pensati per obiettivi strategici, e di potenza superiore, come le bombe a fusione: in questo caso a cambiare sono comunque solo le aree interessate (più piccole o più grandi, rispettivamente), e non gli effetti. Lo stesso vale se si sceglie di far detonare la bomba a qualche km di altitudine: in questo caso si estende l’area degli effetti primari e si riduce quella del fallout.

L’innesco dell’ordigno nucleare

In una bomba atomica a fissione, il core è costituito da una sfera di Uranio arricchito oltre il 95% o, più spesso, di Plutonio, circondata da esplosivi tradizionali e da una struttura rigida chiamata “tamper”. Quest’ultima ha due scopi: innanzitutto deve riflettere i neutroni e in secondo luogo deve essere estremamente rigida ed estremamente resistente al calore – il materiale che si utilizza solitamente è il Carburo di Tungsteno.

Quando la bomba viene innescata, gli esplosivi detonano tutti simultaneamente, creando un’onda d’urto perfettamente sferica; a causa della rigidità del tamper, l’onda d’urto si espande verso l’interno, comprimendo il core, di modo che la massa di fissile, che prima era sotto-critica, diventi super-critica a causa della maggiore densità. Il tasso di fissioni aumenta esponenzialmente, e con esso la temperatura e la pressione del sistema.

I neutroni vengono riflessi dal tamper verso l’interno, in modo da aumentare l’efficienza; lo stesso tamper evita la dilatazione termica, che diminuendo la densità farebbe tornare il fissile sotto-critico (è uno dei motivi principali per cui un reattore non può detonare). Quando il tamper arriva finalmente a cedere, quasi tutta la massa di fissile nel core è andata incontro a fissione. Tutto questo avviene in pochi millesimi di secondo.

La palla di fuoco

Una volta che il tamper cede, l’energia contenuta nel nocciolo viene liberata. Il materiale dell’ordigno si espande rapidamente, sviluppando in un milionesimo di secondo una temperatura diecimila volte più alta di quella della superficie del Sole. Questo effetto interessa un’area che può arrivare ad avere un raggio di alcune centinaia di metri.

Cosa fare?

Tutto ciò che è all’interno di quest’area viene vaporizzato istantaneamente, per cui non ci sono consigli utili. L’esplosione però libera anche una grande quantità di energia sotto forma di luce, raggi X e raggi gamma, per cui se si avvista l’esplosione da lontano è consigliabile distogliere lo sguardo, altrimenti il rischio è quello di perdere la vista immediatamente o di sviluppare problemi in seguito, soprattutto cataratte.

L’onda d’urto di un ordigno nucleare

L’espansione della palla di fuoco spinge via l’aria, creando una massiccia onda d’urto. Entro un raggio di 3 km la maggior parte degli edifici verrà distrutta, fatta eccezione per quelli rinforzati; il fronte d’onda ha la stessa potenza di un tornado, sebbene sia diretto radialmente. Il pericolo maggiore in questa circostanza è quello di venire colpiti da detriti o di venire schiacciati da edifici che crollano.

Cosa fare?

Evitate di allontanarvi correndo: l’onda d’urto corre più veloce di voi. In questo momento avete pochi secondi per reagire: sfruttateli per cercare riparo dietro o dentro a edifici bassi; sdraiatevi a terra per evitare il più possibile i detriti e per evitare di essere scagliati via. Se avete la possibilità di ripararvi sottoterra (stazioni della metropolitana o simili) questa è senza dubbio l’opzione migliore.

L’onda di calore dopo l’esplosione

La palla di fuoco, espandendosi e raffreddandosi, dà origine ad un’onda di calore, che si propaga a partire dall’epicentro dell’esplosione. Rispetto all’onda d’urto questa si muove più lentamente, ma per una distanza maggiore. Tutto ciò che si trova entro 6 km dall’epicentro dell’esplosione ed è fatto di tessuto, plastica, carta o legno prenderà fuoco o sarà incenerito istantaneamente. Chi dovesse venire investito subirà ustioni di terzo grado, potenzialmente fatali.

Cosa fare?

Nel caso in cui vi troviate in casa, gettatevi in una vasca da bagno e copritevi con una coperta bagnata. Discorso diverso nel caso vi trovaste all’aperto, cercate riparo dietro ad un edificio in cemento; se c’è dell’acqua a disposizione (fiume, lago o piscina), gettatevi in acqua. Se avete trovato rifugio sottoterra, restateci.

Le radiazioni di un ordigno nucleare

Negli ordigni moderni, l’effetto delle radiazioni è in realtà limitato. Entro un raggio di 2 km dall’esplosione, la dose equivalente è superiore a 0,5 Sv in pochi secondi. Se siete sopravvissuti all’onda d’urto e all’onda di calore, c’è una concreta possibilità che inizino a manifestarsi gli effetti di un avvelenamento da radiazioni.

Cosa fare?

Se avete trovato rifugio dentro o dietro un edificio di cemento armato, è possibile che questo abbia funzionato da schermo. In questo caso, appena potete, lasciate immediatamente la zona ed evitate di mangiare e bere alcunché o toccare niente di più dello stretto necessario: molti materiali saranno stati attivati dai neutroni o saranno ricoperti di polveri contenenti elementi radioattivi.

Se avete trovato rifugio gettandovi in acqua, cercate di allontanarvi a nuoto, tenendo la testa sott’acqua il più possibile e nuotando sotto la superficie: l’acqua è un ottimo assorbitore di radiazioni e già solo il mettere un metro d’acqua tra voi e l’esplosione riduce la dose assorbita di oltre il 90%. Ancora una volta rimanere sottoterra è la cosa più sicura, almeno per qualche ora.

Foto di Antonio Batinić da Pexels

Le radiazioni oltre i 6 km

Oltre i 6 km dal luogo della detonazione, gli effetti non sono più tali da causare un immediato rischio per la vita delle persone. Vi è però da gestire il fallout radioattivo. Qui la cosa fondamentale è non farsi prendere dal panico: anche in presenza di dosi pari a qualche mSv/ora il margine di tempo prima di iniziare ad avere effetti misurabili sulla salute è di un giorno o più, e anche in quel caso si tratterebbe di un aumento della probabilità di contrarre un tumore da qui a diversi anni o decenni. Evitate di correre disperatamente, affollare le autostrade e intasare i bancomat e i distributori di benzina.

Cosa fare?

Fate immediatamente scorta d’acqua – va bene anche quella del rubinetto se la prelevate immediatamente – e chiudete tutte le porte e le finestre. Restare chiusi in casa per tutte le ore necessarie a far si che passi l’ondata di panico generalizzato. Poi uscite e allontanatevi dalla zona coi mezzi che potete. Se avete un dosimetro considerate che 100 mSv è il valore oltre il quale si manifestano effetti sulla salute: sotto quella soglia (e anche un po’ sopra, per la verità), è più probabile che ad uccidervi sia il panico che le radiazioni. Evitate di mangiare o bere prodotti non confezionati.

Se avete a disposizione delle pastiglie di Iodio, queste possono aiutarvi a prevenire il tumore alla tiroide in caso veniate in contatto con lo iodio 131. Tuttavia, quest’ultimo causa problemi alla tiroide soprattutto quando questa è ancora in fase di sviluppo, per cui le pastiglie di iodio vanno date ai bambini con precedenza assoluta. Se abitate oltre i 30 km dalla detonazione, non c’è bisogno che facciate nulla, se non evitare di mangiare prodotti provenienti dalla zona interessata.

Regola numero uno: evitare il panico

Il governo in una situazione del genere dovrebbe gestire un’emergenza umanitaria mai vista fino ad ora: non peggiorate la situazione. Ripeto: oltre i 30 km dalla detonazione il rischio è zero. Una bomba contiene molto meno materiale fissile di un reattore, e viene disperso tutto nella detonazione iniziale. Quindi il fallout è marginale e oltre i 30 km potete stare tranquilli. Questo è quanto. Sperando che questi consigli vi servano solo nei videogiochi.

Simulatore di esplosione nucleare

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2 commenti
  1. Ciao articolo molto interessante, proprio oggi pensavo ad una eventuale nube radioattiva che potrebbe partire dall’Ucraina ricalcando un po’ le dinamiche di Chernobyl.
    Con questa preoccupazione ho chiesto in farmacia se era possibile acquistare integratori/medicinali a base di Ioduro di Potassio [KI], per l’eventuale prevenzione sulla tiroide in presenza di Iodio 131. Tale farmaco è un presidio ospedaliero quindi non da banco; in alternativa sarebbe possibile realizzare delle preparazioni galeniche ma sempre con prescrizione medica.
    Sono stato informato male dal farmacista o ci sono dei canali/modalità diverse per l’acquisto?
    Su internet non mi sembra ci siano tutte queste restrizioni, anche se mi sono bene noti gli effetti collaterali del farmaco. Quindi la domanda mi sorge spontanea cosa acquistare? mi sembra che il più quotato è Iosat 130mg ma sembra introvabile.
    grazie e saluti

    1. Ciao Nicola,
      no, sei stato informato correttamente. Devo precisare che assumere iodio senza un valido motivo potrebbe comportare il blocco della tiroide e quindi causare gravi problemi alla nostra salute. Detto questo, in realtà per saturare la tiroide è sufficiente l’impiego di sale iodato. L’assunzione di sale iodato infatti non permette l’assorbimento dello iodio radioattivo disperso nell’aria. Le pastiglie di Iosat servono a coprire questa necessità ma devono essere usate sotto prescrizione medica e con priorità ai bambini. Recentemente la protezione civile ha aggiornato i piani di intervento in caso di emergenza nucleare e sarà lei a prescrivere (e distribuire) l’assunzione di Iosat. Se vuoi acquistarlo su internet si trova (eventualmente sul sito di Mira Safety lo vendono), ma ti consiglio di non assumerlo se non viene detto espressamente dalla PC. Il rischio di contrarre un tumore alla tiroide a 20 anni a seguito di un’esposizione alle radiazioni è marginale e in ogni caso la percentuale di sopravvivenza è molto elevata. Considera che dal 1986 al 2002 sono stati 15 i casi di morte riconducibili a tumore tiroideo post-radiazioni (approfondisci qui). Spero di aver risposto alla tua domanda 🙂

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